Statuto dei lavoratori addio, è stato bello… (il nord e lo psicopatico attaccamento al lavoro)

Partiamo dal presupposto che in questo momento odio tutti.

E partiamo da un secondo presupposto ossia che al nord il lavoro sia una malattia.

Mio cugino, cuoco, è andato a lavorare col braccio rotto perchè non poteva dire di no al suo capo (ha un contratto regolare con diritti che avrebbe potuto far valere, ma proprio lui diceva che si sentiva in obbligo. Più in obbligo verso il suo capo che verso la sua salute).

Questo loro assurdo attaccamento al lavoro sfocia talvolta nell’idiozia assoluta. E’ ovvio che se fingi che i diritti dei lavoratori siano una cosa per mammole nullafacenti prima o poi te li toglieranno. All’inizio magari non te ne fregherà nulla perchè tu sei felice di lavorare strordinario gratis o quando hai 40 di febbre, ma prima o poi giungerà il momento che ti serviranno.

Magari quando a 50 anni con 40 di febbre a lavoro non ti ci trascini. O quando tu madre lavoratrice avrai un figlio di 2 anni che non puoi lasciare a casa da solo se è lui ad avere 40 di febbre. E il tuo capo però allora ti dirà: ma come? prima lo facevi!Non ti va di lavorare allora..

Ma partiamo da un fatto concreto. Io timbro. Ho un badge e timbro.

In due mesi ho ritardato 6 minuti un giorno, e 1 minuto ieri. Il minuto di ieri è stato dovuto al fatto che ero andata a firmare il contratto per la casa.

Esco tutti i giorni almeno 5 minuti dopo l’orario previsto. E in genere arrivo sempre dieci minuti prima, è capitato anche mezz’ora e venti minuti. Tutto documentato dal badge, tutto non pagato.

Quando io arrivo, poggio le mie cose. Timbro. Vado in bagno. Vado a lavorare.

Ieri col mio succoso minuto di ritardo (Un minuto. Uno!!!) vado in bagno e poi corro a lavoro. Dopo mezz’ora la capo mi chiama e mi fa una scenata epica gridando per dieci minuti.

Io arrivo sempre in ritardo, io devo arrivare almeno dieci minuti prima, io non devo andare in bagno durante l’orario di lavoro quindi se ci vado devo farlo prima di timbrare.

Allibita dico che mi spiace quel giorno ho fatto 1 minuto di ritardo e che l’altra volta causa blocco stradale ne ho fatti ben 6 ma che arrivo sempre in anticipo.

A quel punto lei asserisce che timbrare solo 5 minuti prima è come essere in ritardo perchè vuol dire che io in effetti all’orario in cui devo prendere posto non sono al mio posto.

Io dico che: 1)mi si poteva dire a monte 2) Il badge in realtà serve per documentare che si sia a lavoro entro l’ora stabilita.

Sottolineo poi che esco sempre dopo e che nessuno paga qui minuti in più. A quel punto lei ruggisce e mi dice che loro tutti, ben più in alto di me ultima ruota del carro, regalano ore all’azienda (sic!).

Allibita capisco che c’è un gap culturale tra noi due.

Io verrò anche dal sud retrogrado, ma a me è stato insegnato che se ho dei diritti quei diritti valgono al di sopra di tutto. E mi è stato anche insegnato che non è che se tutti fanno una cosa imbecille improvvisamente quella cosa diverrà intelligente. Sempre una caxxata rimane.

Rinuncio allora a battermi e dico che verrò dieci minuti prima, che bastava mi avvertissero e che non si ripeterà mai più.

Detto ciò esco, non posso andare in bagno a piangere, mi metto nell’angolo più nascosto che ci sia e tento di scoppiare in lacrime per l’umiliazione molto discretamente. Dopo 2 minuti, prima che qualcuno gridi che sono un’assenteista, torno al mio posto e lì rimango coi nervi a fior di pelle fino a sera.

Da ieri sono nervosa e mi viene da piangere e odio tutto il nord e tutto il loro maledetto attaccamento al lavoro ai limiti della follia.

Non è che lavorare oltre le proprie forze vi rende migliori degli altri, vi toglie solo tempo per capire quanto appunto vi stanno togliendo. Il giorno che toglieranno a  noi tutti i diritti per colpa vostra verrà il momento in cui sputerò in faccia a qualcuno.

Statuto dei lavoratori addio, è stato bello… (il nord e lo psicopatico attaccamento al lavoro)ultima modifica: 2010-06-23T12:48:00+02:00da nathan-ranga
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