19/01/2011
Pregi e difetti del nord un anno dopo
Si potrà riprendere un blog 6 mesi dopo? vabbeh, facciamolo invece di chiedercelo.
Dopo quasi un anno nelle nordiche terre si inizia a fare qualche conto. Il nord è veramente il nord che mi ero immaginata? Sì e no.
Sì perché: fa freddo, molta gente vota lega, ci sono sacche di bigottismo allucinante e un assurdo nonchè incomprensibile attaccamento ai preti, hanno ritmi di lavoro ai limiti dell'umano e la benchè minima percezione dei diritti sindacali (se li reclami sei bollato come scansafatiche..), parlano poco, pensano che il nord sia il posto migliore del mondo e che non ci sia motivo per andarsene, non trasferirsi qui, non insultare il sud in quanto non parte del meraviglioso nord.
No perchè: nessuno mi ha mai insultata, nè dato della terrona (parola orribile, che odio, e che qui usano solo le persone che vengono dal sud, misteriosamente..), anzi, tutti dicono che roma è un posto bellissimo; ho conosciuto (con una fatica estrema data la chiusura generalizzata di carattere) persone gentilissime, simpatiche e disponibili; lavorano indefessamente e quando sono a riposo lavorano comunque, hanno una bassa tendenza allo scoraggiamento ed è tutto un rimboccarsi le maniche generalizzato.
Aggiungerei però, che rispetto al Lazio la Lombardia non è un paese per poveri, nel senso che comparando ciò che viene messo a disposizione di una persona con un basso reddito nel Lazio è molto più di quello che c'è qui (parlo di corsi gratis, accessi a mostre e musei, possibilità di formazione gratuite, strutture ecc.)
In ogni caso, benvenuta festa dei primi 150 anni dell'unità d'Italia!!!
ps qualcuno ha capito il favoloso senso della pubblicità che invita a festeggiare l'unità e a pagare il canone rai?
14:02 Scritto da: nathan-ranga | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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27/06/2010
Razzismo di ritorno. Lo sbaglio che (forse) non c'è.
In questi giorni ha fatto scalpore (vabbeh nella misura in cui può far scalpore un'altra notizia nel momento in cui la nazionale esce dai mondiali di calcio), la notizia appunto di un ristoratore napoletano che fuori dal suo locale ha affisso un cartello in cui vieta l'entrata ai leghisti in seguito alle loro reiterate affermazioni razziste.
Scandalo. Razzismo di ritorno. Non si fa così. Non è questo il modo di affrontare le cose.
Ah no? E perchè? L'uomo mica ha scritto che non vuole nordici nel suo locale, ha scritto che non vuole leghisti e ha specificato anche perchè. Il razzismo mi pare una buona ragione.
Pensiamoci solo un attimo. Oggi non plaudiremmo come eroi della nazione un gruppo di negozianti che avessero avuto il coraggio di cacciare dai propri negozi i nazisti o i fascisti in ragione del loro nazismo/fascismo all'epoca che fu?
E cosa sono questi leghisti se non dei fascisti? della gente che crede di essere superiore a tutti e tutto? alla gente del sud, di roma, delle parti non ricche del mondo? Che crede che il diritto a cercare lavoro e ad abitare solo una terra spetti solo a loro?
Dicono "Prima il lavoro a noi e poi agli altri". Perchè? voi siete migliori degli altri secondo quale perverso parametro?
Il commerciante ha fatto bene. Certa gente capisce solo il linguaggio volgare che è abituato a parlare.
Volevo poi segnalare il libro di Pino Aprile "Terroni", in cui si spiega che la storia forse è un po' diversa. Che il nord forse non ha liberato il sud, e forse il sud non era poi tanto povero, e forse il nord ha succhiato sangue energia e soldi al sud (e non viceversa) e forse al nord si vive meglio anche perchè qualcuno ha investito più soldi di tutta italia solo al nord.
Io dico solo che mia zia, nel 1991 quando si è trasferita da napoli qui al nord, con un lavoro statale, ha dovuto cercare qualcuno del posto che garantisse per lei col padrone di casa. Perchè era meridionale.
Quello che dico io è: Ma non vi vergognate?
23:07 Scritto da: nathan-ranga | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pino aprile, terroni, sud, nord, meridionali, razzismo, razzismo di ritorno, nazismo, superiorità | OKNOtizie |
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23/06/2010
Statuto dei lavoratori addio, è stato bello... (il nord e lo psicopatico attaccamento al lavoro)
Partiamo dal presupposto che in questo momento odio tutti.
E partiamo da un secondo presupposto ossia che al nord il lavoro sia una malattia.
Mio cugino, cuoco, è andato a lavorare col braccio rotto perchè non poteva dire di no al suo capo (ha un contratto regolare con diritti che avrebbe potuto far valere, ma proprio lui diceva che si sentiva in obbligo. Più in obbligo verso il suo capo che verso la sua salute).
Questo loro assurdo attaccamento al lavoro sfocia talvolta nell'idiozia assoluta. E' ovvio che se fingi che i diritti dei lavoratori siano una cosa per mammole nullafacenti prima o poi te li toglieranno. All'inizio magari non te ne fregherà nulla perchè tu sei felice di lavorare strordinario gratis o quando hai 40 di febbre, ma prima o poi giungerà il momento che ti serviranno.
Magari quando a 50 anni con 40 di febbre a lavoro non ti ci trascini. O quando tu madre lavoratrice avrai un figlio di 2 anni che non puoi lasciare a casa da solo se è lui ad avere 40 di febbre. E il tuo capo però allora ti dirà: ma come? prima lo facevi!Non ti va di lavorare allora..
Ma partiamo da un fatto concreto. Io timbro. Ho un badge e timbro.
In due mesi ho ritardato 6 minuti un giorno, e 1 minuto ieri. Il minuto di ieri è stato dovuto al fatto che ero andata a firmare il contratto per la casa.
Esco tutti i giorni almeno 5 minuti dopo l'orario previsto. E in genere arrivo sempre dieci minuti prima, è capitato anche mezz'ora e venti minuti. Tutto documentato dal badge, tutto non pagato.
Quando io arrivo, poggio le mie cose. Timbro. Vado in bagno. Vado a lavorare.
Ieri col mio succoso minuto di ritardo (Un minuto. Uno!!!) vado in bagno e poi corro a lavoro. Dopo mezz'ora la capo mi chiama e mi fa una scenata epica gridando per dieci minuti.
Io arrivo sempre in ritardo, io devo arrivare almeno dieci minuti prima, io non devo andare in bagno durante l'orario di lavoro quindi se ci vado devo farlo prima di timbrare.
Allibita dico che mi spiace quel giorno ho fatto 1 minuto di ritardo e che l'altra volta causa blocco stradale ne ho fatti ben 6 ma che arrivo sempre in anticipo.
A quel punto lei asserisce che timbrare solo 5 minuti prima è come essere in ritardo perchè vuol dire che io in effetti all'orario in cui devo prendere posto non sono al mio posto.
Io dico che: 1)mi si poteva dire a monte 2) Il badge in realtà serve per documentare che si sia a lavoro entro l'ora stabilita.
Sottolineo poi che esco sempre dopo e che nessuno paga qui minuti in più. A quel punto lei ruggisce e mi dice che loro tutti, ben più in alto di me ultima ruota del carro, regalano ore all'azienda (sic!).
Allibita capisco che c'è un gap culturale tra noi due.
Io verrò anche dal sud retrogrado, ma a me è stato insegnato che se ho dei diritti quei diritti valgono al di sopra di tutto. E mi è stato anche insegnato che non è che se tutti fanno una cosa imbecille improvvisamente quella cosa diverrà intelligente. Sempre una caxxata rimane.
Rinuncio allora a battermi e dico che verrò dieci minuti prima, che bastava mi avvertissero e che non si ripeterà mai più.
Detto ciò esco, non posso andare in bagno a piangere, mi metto nell'angolo più nascosto che ci sia e tento di scoppiare in lacrime per l'umiliazione molto discretamente. Dopo 2 minuti, prima che qualcuno gridi che sono un'assenteista, torno al mio posto e lì rimango coi nervi a fior di pelle fino a sera.
Da ieri sono nervosa e mi viene da piangere e odio tutto il nord e tutto il loro maledetto attaccamento al lavoro ai limiti della follia.
Non è che lavorare oltre le proprie forze vi rende migliori degli altri, vi toglie solo tempo per capire quanto appunto vi stanno togliendo. Il giorno che toglieranno a noi tutti i diritti per colpa vostra verrà il momento in cui sputerò in faccia a qualcuno.
12:48 Scritto da: nathan-ranga | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lavoro, follia, mobbing, orario, badge, gap culturale, nord, diritti | OKNOtizie |
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